Giovedì 6 Novembre 2014

Cattura

eccoci. Siamo giunti al momento fatidico. 10 mesi fa sono tornata in Italia con un “virus” in valigia. Un libro che parlava solo di social media. Ero partita per NY per seguire solo cose di fotografia e, dopo 3 mesi, tornavo senza libri di fotografia (ma sicuramente tantissime immagini nella testa) e un libro che parlava di tutt’altro.

Però, per me, un senso c’era. Volevo vedere un mondo virtuale pieno di immagini “belle”.
Lo so che con la parola “belle” mi farò odiare da tutti i miei amici (e non) fotografi professionisti. Ma, a volte, bisogna trovare un linguaggio comune per farsi capire da più persone. Io volevo una vita online senza fiori, tramonti e gattini. Volevo essere circondata da foto “vere”, quelle che mi raccontano le storie. E visto che nei social media parlano tutti di storytelling, di contenuti e dell’importanza delle comunicazione visiva… ho pensato: ma queste parole sono già tutte nel “mio” mondo!

E così è iniziato il tutto. A febbraio, la mia urgenza era tale, che ho creato un gruppo in facebook per condividere tutte le cose che stavo leggendo e scoprendo. Qualche mese dopo ho capito – solo perchè stavo studiando – che dovevo uscire da facebook e mettere i contenuti in un “mio” spazio virtuale (che è questo!).

e poi e poi.

Ad aprile Emanuele Broli, fotografo che avevo conosciuto al Festival di Fotogiornalismo di Perpignan, mi scrive per propormi di tenere un workshop e la sua mail inizia proprio con un “Prima di tutto complimenti per Photoskine. Decisamente ben fatta come pagina e come contenuti”.  E poi va avanti scrivendo “Come associazione culturale ci piacerebbe fare una giornata su come promuovere un evento fotografico, una mostra, un workshop fotografico o simile attraverso i social network.”

Che poi, molto spesso, sono gli altri che vedono prima di te e molto chiaramente la direzione che stai prendendo.

Non smetterò mai di ringraziarlo. Anche solo per avermi fatto ragionare che io stessa potevo fare in modo che la rete si riempisse di immagini “vere”. Potevo fare in modo che i fotografi professionisti o gli appassionati di fotografia imparassero ad usare questi nuovi meravigliosi media che abbiamo in mano.

Poi, io e Emanuele ci siamo rivisti (a un altro festival, quello di Reggio Emilia) e ne abbiamo parlato ancora. Pian piano ha preso sempre più forma e questo è il corso che terrò fra 17 giorni.

Da nerd, da ex fotografa, da laureata in psicologia, sono ovviamente in ansia: riuscirò a dire tutto quello che ho in testa? riuscirò a non arrossire? a non impapinarmi? a guardare le persone negli occhi?

Ma – soprattutto – riuscirò a crederci tantissimo?
proprio come Lucy?  :)

9981_10151435153844713_742405267_n