Questo articolo è apparso per la prima volta su Medium Italia

Ci siamo. Sta arrivando l’esercito della salvezza della Fotografia nel Web. Improvvisamente tutti saremo obbligati a sapere che quando carichiamo una foto non nostra su un social network, stiamo facendo una cosa illegale e che rischiamo di trovarci invischiati in processi internazionali con conseguenti attacchi d’ansia, figuracce interplanetarie nonché un gran senso di stordimento derivato dal pensiero: “ma come?! lo fanno tutti!”.

Buongiorno, è arrivato (…), un servizio* per fotografi professionisti in grado di tracciare le foto in internet che si avvale di avvocati esperti in diritto d’autore e sta già facendo le prime vittime anche in Italia. Un sito di informazione in italiano, che vuole restare anonimo, mi ha chiamata per avere una sorta di consulenza in seguito alla lettera (in formato elettronico) scritta da un avvocato. Il loro sbaglio? Caricare una foto di un fotografo sulla pagina facebook, senza chiederglielo prima.

Quando? Nel 2013!

Dopo qualche ora di telefonate, email, skypecall, lettura di blogs sul diritto d’autore nel web e via dicendo, alla fine la faccenda sta andando avanti per avvocati ed esperti di copyright.

Siamo davvero sicuri che abbiamo tutti voglia di imbarcarci in questo? Lo sappiamo — vero? — che serve a poco mettere il nome del fotografo, se la foto l’abbiamo caricata o uploadata direttamente noi sul social network? Che sia facebook, instagram o pinterest.

Temo che nessuno di noi abbia voglia di ricevere una lettera simile:

“You are not entitled to disseminate the photograph, as you have done in flagrant disregard of the copyrights of my client. The appropriation of third-party images without the consent of the rights holder represents a violation of copyright law. At no time did my client agree to the publication of the contested picture in its present form.”

(da google translate: Lei non è autorizzato a diffondere la fotografia, come ha fatto in flagrante violazione dei diritti d’autore e dei diritti morali del mio cliente. L’appropriazione di immagini di terzi senza il consenso del titolare dei diritti rappresenta una violazione della legge sul copyright. In nessun momento il mio cliente è stato in accordo alla pubblicazione della fotografia contestata nella sua forma attuale.)

In questo specifico caso, la richiesta di pagamento per l’utilizzo dell’immagine per 2 anni è di € 2,299. O di €6.500 se si preferisce andare a processo.

La prima volta che ho capito che era meglio studiarsi bene i confini e le connessioni tra social media e fotografia è stata quando il fotogiornalista Daniel Morel riuscì a far valere i propri diritti su due major dell’industria fotografica che avevano preso, senza chiederglielo prima, le sue foto del terremoto di Haiti pubblicandole su tutti i quotidiani del mondo. Le 12 foto rubate sono costate alle due agenzie fotografiche 1,2 milioni di dollari.

Non fidatevi di chi vi dice “non ti preoccupare, è solo facebook!”. Vi ricordo che facebook è un .com che significa luogo commerciale. Non siamo inseriti in un ambiente non-profit.

Ragionate con la vostra testa e, se siete fotografi, consigliate sempre e molto gentilmente di fare un CONDIVIDI/SHARE dai vostri album di foto.

A meno che non vi paghino, ovviamente!

 

(* Non è mio interesse fare pubblicità a questo sito/servizio, ma a stimolare un confronto di esperti sulla materia.)