Pasolini vs Instagram

Ieri ero con Luca Nizzoli Toetti a chiudere Transizioni (festival del film fotografico) con un intervento sulla fotografia nei social media.
Giustamente il fotografo che fino a pochi minuti prima stava raccontando di Pasolini e di quando avevano lavorato insieme, ha avuto un moto di fastidio verso di me: appena ho aperto bocca ha iniziato a contraddirmi.
Che dire…capisco la sua rabbia e il bisogno di trovare un capro espiatorio ben definito per sfogare la frustrazione di un Instagram che schiaccia un Pasolini.
Io non posso far molto, sono una persona semplice e abbastanza ignorante. Sono cresciuta in un quartiere periferico dove mi compravo i libri di narrativa al supermercato. Dico questo non per farmi compatire, ma per sottolineare il lavoro invisibile di qualche commesso con una passione che si è dato da fare per portarla anche nelle periferie, nei supermercati, insomma dove va la gente comune.
Secondo me bisogna smettere di lamentarsi o incazzarsi con la Linda di turno. Basterebbe che il dotto scendesse dal palco, prendesse in mano la situazione e creasse un account Instagram dedicato a Pasolini.
Per quel poco che so di lui, di come lavorava e di come cercava la gente comune, credo l’avrebbe apprezzato.

transizioni

 

https://www.facebook.com/transizioni/photos/a.368226210022377.1073741828.360660644112267/526393584205638/?type=3&permPage=1