Nel 2011 avevo iniziato un lavoro fotografico sulla transizione di una ragazza che voleva diventare ragazzo: FtoM, female to male.
Non ero riuscita a continuare per vari motivi (complessità psicologica, incostanza del soggetto, instabilità emotiva).
Ora, apro instagram, faccio una ricerca “FtoM” ed entro nella storia di una ragazza che sta facendo questo percorso. Posso vederla prima, durante e dopo.

Cosa potrebbe fare di più un fotografo, ora? 
Non c’è più bisogno di chiedere, di parlare, di fare sentire l’interesse genuino per la storia, di passare giornate solo per conquistare la fiducia.
Forse è tempo di imparare a “switchare” dall’interpretazione del mondo reale (offline), all’interpretazione del mondo virtuale (online) per tutta quella parte di fotografia che si occupa di documentazione della realtà.
Forse la cosa migliore è portare avanti un racconto che include tutti e due i mondi. Perché uno non esclude l’altro.

 

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