Questo articolo è apparso per la prima volta su Medium Italia

Un loop comunicativo. Foto fatta col cellulare

 

Credo che i nuovi mezzi di comunicazione a disposizione ci stiano trasformando tutti in potenziali stalker.

Non è difficile diventare stalker di qualcuno. Basta seguire queste 5 semplici mosse:

  1. mettere like ogni volta che il nostro oggetto di stalking posta un link o una foto su un social network,
  2. fare un commento entusiasta ogni volta che condivide un proprio pensiero,
  3. scrivere cose come: “ho visto da whatsapp che eri sveglia/o fino alle 5 di mattina, cosa hai fatto di bello?”
  4. Non appena lo si vede su skype, hangout o altre chat scrivere “Hey ciao come va?”
  5. In caso di mancata risposta su uno dei canali di comunicazione, passare a quello successivo, seguendo la seguente scala gerarchica:

1) si inizia su un social networks (facebook, linkedin, ecc),

2) in seguito si passa alla mail personale,

3) poi si manda un sms,

4) segue un whatsapp,

5) e per finire si telefona offesissimi dicendo: “So che hai letto il whatsapp che ti chiedeva se avevi ricevuto l’sms che si riferiva alla mail che ti avevo mandato dopo che non mi avevi risposto su facebook. Se non volevi rispondermi, non potevi semplicemente rispondermi che non volevi rispondermi?!”

La mia domanda è: non è che alla fine ci siamo dimenticati cosa volevamo comunicare?


Nota in chiusura:

Questo post è totalmente ironico. L’intenzione è far capire come i mezzi che abbiamo a disposizione se da un lato ci agevolano la vita sociale, dall’altro ci rendono estremente vulnerabili. Sfido chiunque a non aver già seguito almeno una delle cinque mosse.

A mio avviso quello che ci stiamo perdendo è una delle cose più importanti e gratuite che abbiamo: la semplice comprensione di un altro essere umano che non sia noi stessi.